ZeroAns

Il y a des vies qui n’arrivent jamais à la parole.
Des vies qui s’interrompent avant de commencer, dans des territoires marqués par la guerre.

ZeroAns naît de ce seuil interrompu.

Le projet part d’un objet minimal : une chaussette pour nourrisson, symbole de soin et de présence manquée.
Dix chaussettes ont été confiées à dix personnes et rendues transformées : brûlées, déchirées, déformées, comme traversées par la violence.

Elles deviennent ainsi des reliques contemporaines.

À côté de chaque objet, des vers écrits à la main par des poètes vivant dans des territoires de guerre :
ils n’expliquent pas, mais accompagnent, comme des voix lointaines qui tentent de restituer une mémoire.

Le projet se déploie entre absence et présence :
absence du corps, présence de la trace.

ZeroAns ne montre pas la guerre, mais ce qu’il en reste :
un fragment fragile,
une vie manquée.

Chaque chaussette est un mémorial silencieux.

Il reste peut-être ceci :
un morceau de tissu
et une parole qui continue d’appeler un nom qui ne répondra pas.

Jumana Mustafa ( poète Palestinien )———-Marco ( Catania )

ZeroAns

There are lives that never reach language.
Lives that end before they begin, in territories marked by war.

ZeroAns emerges from this interrupted threshold.

The project begins with a minimal object: a baby sock, a symbol of care and of an absent presence.
Ten socks were entrusted to ten people and returned transformed: burned, torn, deformed, as if they had passed through violence.

They thus become contemporary relics.

Alongside each object, verses handwritten by poets living in war territories:
they do not explain, but accompany, like distant voices attempting to restore memory.

The project unfolds between absence and presence:
absence of the body, presence of the trace.

ZeroAns does not show war, but what remains:
a fragile fragment,
an unlived life.

Each sock is a silent memorial.

Perhaps this is what remains:
a piece of fabric
and a voice that continues to call a name that will not answer.

Hend Jouda ( poétesse Palestinienne ) ——— Nicola ( Novara )

ZeroAns

Ci sono vite che non arrivano mai alla parola.

Vite che non imparano a camminare, a pronunciare un nome, a lasciare una memoria.

Sono vite che si fermano prima del tempo, prima del primo anno, nel momento più fragile dell’esistenza: in terre oltraggiate dalla guerra.

ZeroAns nasce da questa soglia interrotta.

Il progetto prende forma a partire da un oggetto minimo: un calzino per neonato.

Un oggetto domestico, tenero, quasi invisibile nella sua quotidianità.

Simbolo universale dell’infanzia e della cura, il calzino rappresenta qui un corpo che non c’è più, una presenza mancata.

Ho consegnato calzini per neonati a persone scelte chiedendo loro di restituirli trasformati.

I calzini sono tornati consumati, lacerati, bruciati, deformati, come se avessero attraversato rovine, macerie e incendi.

Ogni trasformazione porta con sé il segno di un passaggio,

di una violenza simbolica a evocare quella reale delle terre di guerra.

Questi oggetti, così piccoli e fragili, diventano reliquie contemporanee.

A ciascun calzino si affianca la parola di poeti in terre di guerra,

invitati a scrivere versi dedicati al progetto, versi scritti a mano nella loro lingua.

Le loro parole non illustrano l’immagine, la accompagnano come una voce lontana,

una presenza che tenta di restituire dignità e memoria a vite rimaste senza storia.

La poesia diventa così uno spazio di resistenza,

un luogo in cui il silenzio imposto dalla guerra viene temporaneamente sospeso.

Il progetto si costruisce così su una tensione tra assenza e presenza.

Assenza del corpo, assenza della vita che avrebbe potuto essere.

Presenza dell’oggetto che resta, della materia che conserva un segno.

Presenza della parola poetica che tenta di colmare il vuoto.

ZeroAns non mostra direttamente la guerra.

Non rappresenta la distruzione nel suo scenario più evidente.

Al contrario, si concentra su ciò che rimane dopo: un frammento, un oggetto minuscolo,

un segno fragile della vita che avrebbe potuto crescere.

Il calzino diventa un corpo simbolico, una forma minima che porta il peso di una tragedia collettiva.

Ogni oggetto è un memoriale silenzioso.

ZeroAns invita al confronto con una domanda semplice e insostenibile:

che cosa resta di una vita che non ha avuto il tempo di cominciare, spenta da una guerra?

Forse resta proprio questo:

un frammento di tessuto,

e una poesia che continua a chiamare un nome che non rispondera’.

Nida Younis ( poétesse Palestinienne )————–Karia ( Torino )

projet en cours d’évolution, en attente de poèmes et de chaussettes.

project in progress, awaiting poems and socks.

progetto in via di evoluzione, aspettando poesie e calzini